La Tanzania | Una terra che insegna

La Tanzania | Una terra che insegna
  1. Accetta di lasciarti sorprendere – Il continente africano

Quando abbiamo cominciato a pensare alle vacanze di quest’anno, la Tanzania era in cima alla short list, in ballottaggio con un altro paese dell’Asia. L’africa rappresentava la novità assoluta, mentre l’Asia qualcosa di già più famigliare. I dubbi stavano per costituire delle barriere e proprio mentre ce ne siamo resi conto abbiamo optato per la novità, convinti che solo ciò che non conosci possa veramente stimolarti.

E’ vero che non si è mai totalmente preparati alla diversità del mondo, ma quello che i miei occhi hanno avidamente divorato cercando di imprimere più ricordi possibili nella mente, non l’avrei mai potuto immaginare.

Solo quando sei “disperso” nella savana capisci che per quanto tu abbia visto e viaggiato, non puoi mai smettere di lasciarti sorprendere. Devi continuare ad investire il tuo tempo prezioso per curiosare tutti gli angoli del mondo.

  1. La terra è ampia, il cielo è immenso e tu sei solo un puntino – Il Serengeti

Nel campo tendato del Serengeti, sei esattamente nel mezzo del nulla. All’imbrunire, il cielo si tinge di striature che spaziano dal rosa più tenue all’arancione più intenso. Appena il sole tramonta, le iene si nascondono nell’erba alta e “ridono” di te.

 

Di notte, gli animali si aggirano liberi tra le tende ed i loro rumori riecheggiano nel sonno, oppure lo turbano con la giusta inquietudine di chi non conosce il proprio “compagno di viaggio”.

Al mattino, ci si sente curiosi come i bimbi la mattina di Natale. In silenzio si apre la tenda e ci si lascia sorprendere da un branco di zebre che pascolano ignare poco distanti dalla tenda. Ci si sente spogli, eppure pieni di emozioni autentiche.

Nel Serengeti, non si conosce la noia perché ogni piccolo filo d’erba cambia a seconda della luce del giorno. Gli spazi sono immensi, l’orizzonte è una linea lontana e i tempi sono dilatati scanditi esclusivamente dal proseguire del sole e dalle routine degli animali in viaggio.

Sotto cieli immensi e stellate inestimabili della Tanzania, realizzi di essere solo un piccolo puntino nel mondo. Non mi era mia capitato di sentirmi così piccola, a tratti vulnerabile, ma comunque estremamente fortunata.

  1. Sii strategico e paziente – Le leonesse

Quando si parla del leone, l’immaginario collettivo descrive un animale possente, fiero e feroce, improvvisamente pronto all’attacco e all’inesorabile vittoria sulla preda.

La realtà vuole che si incontri il leone mentre passa la maggior parte della sua giornata sdraiato all’ombra di un albero satollo di cibo che la leonessa gli ha procacciato e gli ha gentilmente lasciato assaporare per primo. La forza del leone è nota, mentre raramente ci si sofferma sulle doti della leonessa.

Al Serengeti National Park, ci siamo imbattuti in un gruppo di 3 leoni accompagnati da 3 leonesse con i cuccioli. Dopo qualche coccola, un paio di ruggiti per lo spazio angusto e l’irruenza dei cuccioli, una alla volta, le leonesse, incuranti delle Jeep vicine, hanno abbandonato il gruppo, attraversato la “stradina” e si sono posizionate ai lati del letto di un fiume in secca. La loro disposizione triangolare mi ha incuriosito per cui ho chiesto: “Cosa fanno?”

La risposta non poteva che essere: “Cacciano. Possono aspettare lì molte ore. Sanno che prima o poi qualcuno passerà e loro non si fanno trovare impreparate!”

La pazienza. La pazienza mista alla consapevolezza dei propri mezzi porta al successo. Non la tracotanza e la mera forza.

  1. Vai sempre fiero di ciò che sei e ciò che fai – Il Ghepardo

Ogni sera, abbandonavo a malincuore il bush della savana e se mi capitava di incontrare un animale del cuore ero solita augurargli una buona sorte per la notte. “La donna che parlava alle giraffe” mi ha chiamata più volte Leo.

La mattina, mi sentivo intrepida. Non che nutrissi la speranza di riconoscere chi avevo salutato la sera precedente, ma mi sentivo totalmente attraversata dalla curiosità di sapere cosa fosse successo.

Una mattina, poco dopo la partenza dal campo, la Jeep ha rallentato e la guida ci ha fatto notare un Ghepardo, in piedi su un masso per guadagnare una vista privilegiata, proteso in ascolto. Fiero, composto, a tratti completamente immobile quasi a volersi mimetizzare ancora di più nell’erba.

Non sapremo mai se fosse in procinto di cacciare o se avesse già fatto tutto nel buio della notte. Anche a distanza di tempo, propendiamo per la seconda opzione, sembrava davvero fiero per i risultati ottenuti anche a discapito di qualche vita.

  1. Non credere di aver vissuto, finché non hai visto – Il cratere del vulcano, Ngorongoro

Dopo aver visto il Serengeti National Park, può capitare di pensare che i prossimi parchi possano essere simili, anche solo per la vicinanza. Ma quando la Jeep ha abbandonato la strada sterrata principale e si è arrestata davanti all’entrata del Ngorongoro quello che abbiamo scorto dal finestrino è bastato a toglierci il fiato.

Il parco del Ngorongoro nasce all’interno della caldera di un vulcano. Una volta cessata l’attività eruttiva, all’interno della caldera, nel corso dei millenni, si sono ricreate le condizioni ideali per un parco dai paesaggi variegati.

Il lago salato, nella stagione secca, fa si che si crei una patina bianca di sale che luccica alla luce del sole stagliandosi indistintamente tra i colori aridi e secchi della savana, il verde impolverato degli arbusti ed il cielo blu.

Poco più distante, si perde la vista del lago, ma ci si ritrova immersi in un’oasi verde e pianeggiante. Sembra una vera e propria visione immersa nel paesaggio desertico costellato dai manti striati delle zebre.

In questa distesa a dir poco surreale, è possibile scorgere il temuto rinoceronte, che in Tanzania è di colore nero. Incredibile da credere, ma anche un animale del genere ha i suoi lati deboli: il rinoceronte non ama il vento. Purtroppo quando abbiamo attraversato la caldera soffiava un vento abbastanza forte e fastidioso, per cui abbiamo vagato in lungo e in largo nella speranza di scorgerlo da qualche parte, ma lui non si è smentito.

  1. L’apparenza inganna – Gli ippopotami

Li distingui da lontano per l’odore che emana il tratto di fiume dove vivono. Li vedi ammassati, immersi nell’acqua che muovono la codina ad un ritmo apparentemente scoordinato, ma sufficiente a garantire un getto d’acqua sulla pelle esposta al sole e puoi fare l’errore di crederli innocui.

Poi, li vedi riemergere mestamente dall’acqua, emettere un grugnito baritono e spalancare le fauci in uno sbadiglio annoiato. La stazza e l’apertura della bocca sono sufficienti a sgretolare anche questa certezza. Il rinoceronte è tutt’altro che innocuo, anzi, è forse l’animale più feroce della savana. Quando ha un obiettivo in testa, travolge ogni cosa con la sua stazza pur di raggiungerla e se qualche animale si avvicina o lo minaccia la sua bocca ha la forza e lo “spazio” per eliminarlo in men che non si dica.

Solo uno di noi poteva affezionarsi ad animali simili….

  1. Alleati con chi ti completa – Le zebre e gli gnu

A guardare le distanze sulla cartina della Tanzania, sembra quasi impossibile pensare che gli animali seguano un ciclo di migrazione annuale scandito esclusivamente dalle stagioni e la disponibilità d’acqua. L’istinto alla sopravvivenza, certo, ma mi ha strappato un sorriso sapere che esistono delle “collaborazioni” tra gli animali della savana. Un accordo silente che li spinge ad affidarsi gli uni agli altri sfruttando le loro doti naturali. Non è un caso, per esempio, che dove ci siano branchi di zebre, poco lontano si possano scorgere branchi di Gnu. Le zebre pare abbiano un ottima memoria visiva per il percorso, mentre gli Gnu sono noti per le loro doti olfattive. Insieme formano un connubio perfetto se non per sopravvivere almeno per incrementare le probabilità!

Non ci credete? Alle zebre non è andato molto a genio dover modificare il loro percorso solo perché sulla strada si sono imbattute nella nostra Jeep!

  1. Credi nei tuoi sogni, sempre e comunque – La giraffa

Al Tarangire National Park, mi sono imbattuta nella maestosità e la bellezza dei baobab. Il loro tronco possente e la ramificazione infinta dei rami che si stagliava in controluce sul cielo africano era già un’immagine che colmava il mio cuore di gioia.

Ma l’apice l’ho raggiunto proprio quando, dietro una curva, lungo la nostra stradina, ci siamo imbattuti in una giraffa che camminava verso di noi. La giraffa ha proseguito avvicinandosi finché si è sentita sicura e poi, dopo un attimo di esitazione, si è avventurata nel bush stagliando la sua figura in controluce di fianco ad un albero. Immagine perfetta.

Vi è mai capitato di sognare un’immagine o di associare un paese ad un’immagine ben precisa nella vostra mente e di vederla concretizzare in natura neanche foste i registi di un film? Non ci sono parole per descrivere la poesia di quel momento e le emozioni provate. L’immagine si racconta da sola. Racconta tutta la mia Tanzania.

  1. Sii grande, forte eppure dolce – Gli elefanti

Il Tarangire ha la più alta concentrazione di elefanti e giraffe di tutta la Tanzania. Solo lì abbiamo assistito a due scene di vita vissuta che potrebbero, da sole, giustificare il viaggio in Tanzania.

Nel letto del fiume in secca, una mamma elefante voleva insegnare al piccolo come scavare nella sabbia per trovare l’acqua. Il piccolo elefante sembrava curioso, a tratti un po’ distratto, all’inizio perché incapace di capire cosa gli stavano insegnando. Alla vista dell’acqua, però, il piccolo elefantino si animato di un entusiasmo contagioso, difficile da contenere anche per la mamma che per farlo giocare agitava la proboscide spruzzando acqua. Sembrava di essere dentro una scena di qualche cartone animato di Walt Disney!

Poco più tardi, invece, ci siamo ritrovati in mezzo ad un gruppo di elefanti. Le mamme impassibili a vegliare i piccoli a terra a dormire, alcuni giovani in preda ad una fame atavica divoravano le foglie degli arbusti, o gli arbusti interi! Alcuni maschi ciondolavano qua e là tra il curioso e l’annoiato. Due elefanti, disposti uno di fronte all’altro, si corteggiavano intrecciando le loro proboscidi, stuzzicandosi, allontanandosi per poi riavviginarsi e ritrovarsi con le proboscidi. Un vero e proprio corteggiamento!

  1. Mantieni lo spirito di un bambino curioso, appassionato, instancabile 

Il tramonto del Tarangire National Park sembrava non finire mai. Ogni volta che la Jeep cambiava direzione la luce proponeva uno scenario ineguagliabile. Cominciava a fare un po’ freddo e a venire meno la luce sufficiente a vedere la strada. I grandi scalpitavano per rientrare, ma una semplice frase mi ha fatto ravvedere di nuovo per abbandonare ogni paura ed ogni connessione con il mondo quotidiano scandito da orari precostituiti.

“Quando ti ricapita di essere qui, adesso!”

Il tempo come un punto e non sempre come una linea. Il qui e ora che è irripetibile. Siamo fortunati, rendiamocene conto, ricordiamocelo e approfittiamone non solo in Tanzania, lontano da tutto i da tutti, ma ogni singolo giorno.

Written by Fra Picture Credits Fra & Nik | All rights are reserved

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Francesca, Sportblooger e Maratoneta che corre nella vita di tutti i giorni, per sport, ma soprattutto per assaporare ogni attimo di vita. Run A Life è il personalissimo percorso per celebrare ciò che c’è ed esiste per ignorare tutto quello che sembra mancare. La Vita è una corsa, la corsa è la Vita. Uno spazio per condividere avventure sportive, libri, video e personaggi che lasciano un segno ma anche i viaggi intrapresi per lavoro o per il semplice piacere di correre per le strade del mondo.