Books | Cosa ti manca per essere felice? - Francesca Tognoni
  • Books | Cosa ti manca per essere felice?

    Apr 17th • Posted in Books

    Ti sei mai posto questa domanda: Cosa ti manca per essere felice?

    È una provocazione invece che il titolo di un libro. È la provocazione che Simona Atzori riserva a tutti quelli che si avvicinano, più o meno cautamente, alla sua vita ma tutti ugualmente increduli nel constatare che lei, nata senza braccia, si reputa una persona felice, anzi smodatamente, spudoratamente felice. Già…perché rispondere onestamente alla domanda “Cosa ti manca per essere felice?” presuppone che si sappia riconoscere la felicità, si sappiano riconoscere gli elementi fondamentali, la si coltivi quotidianamente, ma, soprattutto, si sappia cogliere la ricchezza in ogni cosa anche quella più insignificante, quella inaspettata o quella inspiegabilmente all’apparenza imperfetta.

    “Il calabrone non potrebbe volare, secondo le leggi della fisica aerodinamica, ma lui non lo sa. Così vola. Vola comunque. Non vola nonostante il suo limite, perché non lo conosce, non ha inventato qualche sofisticato meccanismo per superarlo. Vola con il suo limite. Vola così com’è. A istinto.”

    Quanti minuti spendiamo, ogni giorno a lamentarci di qualsiasi cosa?

    Ero in montagna quando ho letto la metafora del calabrone e ricordo di averla metabolizzata bene durante una discesa. Ragionandoci, molte volte spendiamo le nostre energie a contrastare una situazione che non ci convince, non ci piace solamente perché non è immediatamente conforme al nostro ideale. Nella lotta impari perdiamo slancio ed entusiasmo e finiamo per accettare con rassegnazione e malinconia la realtà così com’è avendo lasciato sul terreno il sale di ogni esperienza: la gioia di viverla.

    E se da domani diventassimo tutti dei calabroni? Preferiremmo vivere con i nonostante o con i nostri limiti?

    La differenza è davvero sottile, ma profonda.

    Simona è nata senza braccia, “ma nessuno ha fatto tragedie.” La mancanza non è sufficiente a definire i confini di una persona. Questo non vale solo per Simona, che ha avuto l’umiltà di avere molti sogni e poche aspettative, ma vale per chiunque in qualunque circostanza.

    Il libro di Simona mi ha conquistata pagina dopo pagina perché sorvola con delicatezza sulle fatiche della sua adolescenza per soffermarsi, invece, con il vigore della semplicità sulle avventure chiave che le hanno dischiuso il gusto di lottare per i propri sogni.

    “È nostra responsabilità darci la forma che vogliamo, liberarci di un po’ di scuse e diventare chi vogliamo essere. È tutto come noi lo decidiamo. Chi abbiamo intorno ci aiuta, ma a un certo punto della nostra vita dobbiamo essere noi a prendere in mano le redini e a manipolare la nostra esistenza perché ci assomigli.”

    Onestamente, per scrivere questo articolo, mi sono posta più volte, in momenti diversi, la domanda “E a te Cosa manca per essere felice?” La risposta è rimasta invariata e mi ha sorpreso essere diversa da quella che avrei potuto immaginare, diversa da una mancanza fisica che percepisco e mi pesa sul cuore. La risposta è stata profonda, diversa, ma mi ha reso estremamente felice. A me manca il tempo. Il tempo per accorgermi di essere felice. Il tempo per vivere intensamente le esperienze che mi rendono felice. Il tempo per coltivare i sogni che potrebbero rendermi felice. Il tempo da dedicare agli altri che con il loro sorriso, mi rendono felice. Il tempo di assaporare che non desidero niente perché niente può darmi la vera sensazione di gioia che provo quando sono felice con le persone che amo. La risposta mi ha reso felice perché ogni altra mancanza, in questo modo, mi è apparsa metabolizzata e soprattutto perché il tempo, per mia fortuna si può organizzare, le attività e le persone si possono prioritizzare per coltivare la felicità quotidiana.

    Mi sono messa al lavoro quindi per seguire pedissequamente gli insegnamenti di Simona e plasmare la mia vita secondo la felicità vera e pura di chi riconosce il proprio talento, si prende cura di sé così come è e, come il calabrone, assapora il suo volo ignaro dei limiti che potrebbe avere.

    “Il talento è un’opportunità, è dare un senso alla propria vita. … Non è detto che bisogna raggiungere chissà quali vette di notorietà: il successo è una cosa intima.”

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