Road to Valencia – Week #2 – Stanchezza - Francesca Tognoni
  • Road to Valencia – Week #2 – Stanchezza

    Oct 13th • Posted in Run A Life

    Durante la seconda settimana, c’è stato un attimo, dopo l’allenamento del venerdì, in cui mi ricordo di aver pensato chiaramente: “Arriverà il momento in cui la stanchezza dei muscoli lascerà il posto alla velocità?”. Lo sappiamo e lo sapevamo fin dall’inizio di aver effettuato una brusca inversione di tendenza passando dall’apatia estiva all’intensità massima di una preparazione alla Maratona, ma la sensazione delle prime settimane è forse quella che svanisce sempre per prima una volta attraversato il traguardo. Lo sapevo, ma mi arrovellavo a capire il quando! La stanchezza dei muscoli risvegliati dal loro torpore è infingarda. O almeno, lo è nel mio caso. Dopo un allenamento intenso con il coach, temo il risveglio del giorno dopo, che, invece, si rivela meno traumatico regalandomi una sferzata di autostima per la capacità di riassorbire lo sforzo. Autostima però che decade all’istante ogni volta che mi appresto ad iniziare l’allenamento successivo.

    In questa settimana, abbiamo ripreso gli allenamenti funzionali con il coach Valerio di Pure, un grado in più di difficoltà che aggrava la stanchezza delle gambe, ma che, alla lunga, può determinare la resistenza delle articolazioni e di tutto l’apparato muscolo scheletrico. Ci vorrebbe un video per descrivere bene quello che Valerio ci fa fare per distendere i muscoli raggrinziti dalla corsa per poi tonificarli con esercizi a corpo libero o con i diversi strumenti di tortura che ogni volta estrae dal magico mondo della sua palestra. Se dopo la corsa ti senti spossata, dopo un suo allenamento ti senti stravolto, ma di nuovo in possesso di ogni singolo muscolo del tuo corpo. Muscoli che non si esimono dal far sentire la loro voce.

    Arrovellandomi sul quando, nella stessa settimana è accaduto. Domenica sera, durante l’allenamento di 16 chilometri, ho passato la prima metà ad imprecare contro le mie gambe che parevano più due pezzi di cemento costretti a muoversi con movimenti innaturali. Un passo pesante, polpacci di legno e velocità impensabili. Avrei quasi avuto voglia di smettere! Poi all’ottavo chilometro qualcosa si è sciolto. Le gambe hanno cominciato a girare, la velocità è aumentata, nei limiti del possibile, in modo progressivo e la seconda metà dell’allenamento è filato via come un rosolio senza esitazioni ne intoppi.

    Che i muscoli si siano arresi alla stanchezza gettando al vento ogni velleità di ostruzionismo?

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