Road To Valencia – Week #1 - Il carico - Francesca Tognoni
  • Road To Valencia – Week #1 – Il carico

    Sep 21st • Posted in Run A Life

    In tutto il mese di Giugno abbiamo corso 115,7 km, nel mese di Luglio il carico chilometrico, contando la Mezza Maratona dell’Alpe di Siusi, ammonta a 41,2 km. Ad agosto abbiamo corso un paio di volte a Londra, camminato in montagna due giorni e poi la nostra attività fisica si è ridotta con il progredire del viaggio in Indonesia, ma di corsa neanche l’ombra per 3 settimane.

    È il 21 settembre, finora abbiamo percorso 101,3 km, ci chiamiamo Francesca e Nicola non corriamo da 38 ore circa, ma contiamo di farlo nelle prossime 6 ore e la situazione potrà solo peggiorare con il passare delle settimane.

    Non siamo ancora a pieno carico, ma stiamo andando progressivamente a regime. Carico è sicuramente la parola che ha caratterizzato la prima settimana di preparazione alla Maratona di Valencia. Carico chilometrico, carico organizzativo, ma anche carico emotivo.

    Il carico chilometrico

    La bozza del programma, la settimana scorsa, mostrava solo lo scheletro macro dei lunghi, ma ieri mattina ci è arrivata la prima versione rivista che mantiene la cadenza delle domeniche votate ai lunghi, ma è dettagliata fino al 26 ottobre per un totale di 370km. Saranno molto di più, è inutile che mi illuda, ma per ora, dopo la sfacchinata del fartlek collinare di mercoledì sera, non ci voglio davvero pensare!

    Il carico chilometrico si è fatto sentire subito con l’abbinata degli allenamenti consecutivi sabato e domenica sera del weekend al mare. La pseudo brillantezza di sabato è stata aiutata sicuramente dalla brezza serale che spirava dal mare, ma soprattutto dal nuovo percorso del lungo mare di Bordighera esteso fino al porto di Ventimiglia. 10 km sono scivolati via quasi in fretta, al tramonto. Domenica mattina, però, le gambe accusavano un po’ di stanchezza per cui abbiamo atteso nella speranza che un po’ di riposo potesse aiutarci. Nonostante tutte le premure, domenica sera 18 km sono stati tostissimi. L’afa e l’umidità non ci hanno di certo aiutato, così come scoprire che il percorso pensato per avere 8km di rettilineo fosse in realtà lungo solo poco più di 6 km. La mente, affaticata dalle condizioni climatiche e dalle gambe, è partita alla ricerca di quei chilometri necessari per terminare l’allenamento. Disegnando una T tra il mare e la campagna ligure, estesa al di sotto dei viadotti, ce l’abbiamo fatta. Sfiniti, ma soddisfatti.

    Indubbiamente, il carico muscolare di questa settimana è stato notevole. Salite settimana scorsa, doppietta nel weekend e per finire mercoledì sera appuntamento con il Fartlek collinare. Ho rispolverato le mie doti da Panda 4×4 cercando di tenere il passo del coach.

     

    Il carico organizzativo

    Nonostante, io non sia una fan della routine settimanale (il perché lo scoprirete prestissimo!), la preparazione di una Maratona impone un po’ di rigore se non negli orari (fatta eccezione per l’allenamento con il coach del mercoledì!) almeno nei giorni e, di conseguenza, nell’organizzazione delle cene. A meno di non voler mangiare ogni sera verso le 23 o saltare i pasti ed arrivare, la mattina, dopo, alla colazione, affamata come l’animaletto della tasmania capace di ingerire un frigorifero intero. Più che routine mi piace chiamarlo gioco d’incastri, per me fa parte dell’adrenalina della gara.

    Il carico emotivo

    Il carico emotivo della prima settimana potrebbe essere riassunta nella frase: Chi ben comincia è a metà dell’opera! Siamo in preda ad un mix fatto di entusiasmo, determinazione, paura di non farcela, timori degli infortuni, voglia di fare, stanchezza, sogni e dubbi che si mischiano a pseudo certezze. Cerchiamo di neutralizzare i primi cenni di stanchezza con l’entusiasmo e la determinazione che caratterizza l’inizio di ogni viaggio. Allontaniamo l’ombra di eventuali infortuni e contratture con piccoli dettagli che altrimenti sarebbero lasciati al caso prendendoci cura di noi e del nostro corpo. (Senza dubbio, la mia qualità del sonno è migliorata, perché non credo di dormire, ma di svenire letteralmente tra le lenzuola!) Ci nutriamo della tranquillità che solo l’impegno di fare del nostro meglio divertendoci può concedere. Infine, sopprimiamo i dubbi con la certezza che, comunque vada, qualunque sia il sogno di un risultato, potrà essere solo una fantastica avventura.

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