L'assenza insegna | Benvenuto Matteo Augusto - Francesca Tognoni
  • L’assenza insegna | Benvenuto Matteo Augusto

    Sep 03rd • Posted in Uncategorized

    “Benvenuto Matteo Augusto!”

    Ho promesso a me stessa che te l’avrei detto e te lo dico subito:

    “Benvenuto Matteo Augusto! È una vita che ti aspetto.”

    In questi ultimi 5 anni, mi hai insegnato più tu con la tua assenza che molte altre esperienze. Sembra paradossale ringraziare qualcuno per la sua assenza, ma è così. Noi ti volevamo con tutte le nostre forze, ma realizzare questo sogno era fuori dalla portata di ogni sforzo umano, per cui abbiamo optato per la cosa che ci sembrava più giusta: abbiamo abbandonato la rabbia perché ci trasfigurava, ci allontanava dal tipo di persone che avremmo voluto essere, non abbiamo ceduto all’invidia perché non ci apparteneva, abbiamo cercato chi ci ispirasse fiducia, ci desse speranza senza nutrire false prospettive, ma soprattutto ci siamo fatti più vicini e ripromessi di godere appieno di ogni singolo giorno con un sorriso sincero ed un animo sereno.

    Quando ho intravisto i miei cari vedere in me una persona che lottava serena, ho capito di essere sulla giusta strada, ho capito che avevo cominciato a lasciarmi andare veramente ai tuoi insegnamenti silenti.

    In questi 5 anni, mi hai lasciato scoprire la corsa, uno sport che è diventato la mia arma, la mia corazza, la mia fonte di ispirazione e di determinazione. Ma soprattutto con te l’affermazione: “La Maratona è vita” trascende l’ambito sportivo e diventa reale, tangibile e non più opinabile. Sei stato davvero la mia Maratona più lunga.

    Una Maratona sofferta, piena di insidie, di rovinose cadute e sorprendenti riprese. Una Maratona dal ritmo discontinuo di chi non conosce il percorso, la durata e, soprattutto, non ha piena consapevolezza della propria resistenza fisica e morale. Una Maratona che brancola nel buio, a volte, perché non trova risposte certe, soluzioni definitive, guide affidabili. Ma non temere. Non scrivo queste cose perché ti siano di peso, al contrario, ti ringrazio. Rifarei ogni cosa perché tutto ha concorso alla creazione delle due persone che hai davanti oggi.

    Con la tua assenza ci hai dischiuso gli occhi su molte cose che cercheremo di trasmetterti e di cui fatico a farti un elenco completo.

    Con la tua assenza, ci hai insegnato a non aver paura di toccare il fondo. Un fondo fatto di ansia, totale spaesamento e paura. Un fondo dal quale si esce solo aggrappandosi a quello che si ha, a chi si è e a chi ci circonda.

    “Vedrai, il tempo aiuta a lenire!”, mi dicevano ed io mi arrabbiavo a morte con chi credevo non capisse e non potesse cogliere fino in fondo il senso del nostro dolore, il senso della tua mancanza. In realtà, proprio con la tua assenza, hai dato un senso a quel tempo. Con il tempo, ci hai insegnato che eravamo fortunati a prescindere, che il Noi era già un valore inestimabile e che la definizione della nostra persona non passava necessariamente dall’incontro con te. La nostra vita, per dovere morale, doveva avere un senso e quel senso lo dettava solo il nostro atteggiamento nei confronti della vita stessa.

    Ci hai insegnato che la rabbia è vuota perché distrugge e non crea valore. La perseveranza, invece, anche quando le condizioni sembrano avverse, invece, è una virtù chiamata resilienza. Non è ossessione come qualche malalingua potrebbe insinuare, ma è la capacità di trasformare la rabbia in amore verso le sfide ed impiegare tutta la forza d’animo di cui si è capaci per un obiettivo.

    Con la tua assenza ci hai insegnato la disposizione d’animo di chi è disposto a perdere tutto. Facile a dirsi, difficilissimo da mettere in pratica soprattutto se quel tutto è un sogno che culli dalla più tenera età. Eppure arriva. Arriva il momento in cui ti senti forte come un samurai che non ha paura di vincere e non teme la sconfitta. Il momento in cui conosci le tue potenzialità ed i tuoi limiti, li accetti e sei disposto a conviverci con serenità anche se questo ti richiede una grossa rinuncia.

    Infine, mi sento di dire che ci hai insegnato a lasciarci sorprendere dalla vita, non voler fingere di poter pianificare, voler sapere l’esito di ogni nostra avventura a prescindere, ma di abbandonarci alla sorpresa di un genuino sorriso che nasce spontaneo al suono di un semplice “Cù-cù, sorpresa!”

    Oggi sei un traguardo, ma come tutti i traguardi non sei un punto di arrivo bensì solo un altro punto di partenza verso nuove avventure, una nuova parte di vita. Buona Vita Matteo Augusto!