La Mezza Maratona di Ginevra | Forza, Fiducia ed un Pizzico di Follia

La Mezza Maratona di Ginevra | Forza, Fiducia ed un Pizzico di Follia

La Mezza Maratona di Ginevra, oltre ad essere una stata una trasferta straordinaria vissuta con gli amici, il coach e lo spirito di divertirsi, ha rivelato la mia personalissima ricetta per la Maratona di Stoccolma. Ma volete la verità? Alcuni ingredienti li ho ritrovati nel percorso degli amici con cui ho condiviso le 48 ore più divertenti degli ultimi tempi!

Forza, Fiducia ed un pizzico di follia potrebbe essere, infatti, l’incipit di una ricetta prelibata che si tramanda di nonna in figlia per custodire gelosamente il sapore unico di un piatto succulento. Un po’ gitana, un po’ da favola, ricca di spezie ed ingredienti semplici, ma capaci ugualmente di riattivare tutti i percettori gustativi e far viaggiare la memoria tra i ricordi più cari. Peccato che la cucina sia molto lontana dalla strada che ho deciso di percorrere, ma non per questo il mix degli ingredienti che sono riuscita ad amalgamare durante la trasferta di Ginevra spero riesca a regalarmi un risultato altrettanto entusiasmante.

Ingrediente numero 1 – Pizzico di Follia

Quantità consigliata: qb

Quel quanto basta fa innervosire i cuochi perfettini, mentre rilassa i più estrosi perché si sentono liberi di esprimersi. La preparazione della Maratona, in realtà, richiederebbe rigore, ma io ho osato un po’ di estro creativo e ho fatto una cosa che di solito non bisognerebbe fare: mi sono fermata per due settimane durante la fase di carico.

Follia appunto, ma la vita, a volte, ti apre degli spiragli di opportunità per i sogni ai quali, con tutta la razionalità del mondo, non puoi rinunciare. Ne abbiamo parlato con il coach e anche lui non ha potuto negarci questo tentativo.

Sfumato il sogno, mi sono ritrovata a poco più di un mese dalla Maratona con una marea di chilometri da recuperare. La Mezza di Ginevra è stata un’altra follia dopo solo una settimana di ripresa ed un weekend con doppio carico.

“Facciamola lo stesso. Ce la godiamo e mettiamo chilometri nelle gambe!” ci siamo detti.

Una follia che ci è valsa una gara dal percorso immerso nel verde della campagna svizzera, con una discesa spettacolare verso il lago ed un arrivo un o’ stanco che ci è valso se non il miglior tempo di sempre, un tempo molto migliore rispetto a quello registrato alla Stramilano.

Sono l’unica che usa un po’ di follia per affrontare le sue avventure? Non credo proprio!

Varcato il traguardo, mi sono imbattuta nella runner più anziana che ha preso parte alla Mezza di Ginevra. Una donnina esile di 85 anni che sorrideva alle telecamere e dispensava abbracci e sorrisi a chi le si avvicinava incredulo.

Un po’ di follia l’ha osata anche Fabio, l’unico maratoneta del gruppo, che si è avvicinato alla linea di partenza avendo dormito pochissime ore nelle due notti precedenti, costretto in un divano letto che rischiava di chiudersi su stesso al minimo movimento azzardato e non coordinato con il coach, che dormiva con lui.

Laura, La Gina, invece, ha utilizzato la sua follia per cimentarsi in un’impresa che le è valsa il PB sulle di stanze dei 5, 10 chilometri ed un PB sulla Mezza. Un’impresa nella città di Ginevra che sembra proprio una follia.

Ingrediente numero 2 – Fiducia

Quantità consigliata: Meglio se Infinita.

Difficile dare indicazioni precise sulla distribuzione di questo ingrediente, meglio se profusa abbondantemente durante tutta la preparazione.

Non è facile avere fiducia quando ci si mette in situazioni critiche da sole. Non posso negare di aver pensato “Ma cosa credo di fare! Ma non sono pronta e rischio di farmi solo male!” sia durante il lungo pre Ginevra, sia durante gli ultimi chilometri lungo il lago di Ginevra. Ma se cedessi alla paura credo perderei solo l’opportunità di godermi una gara potenzialmente magnifica in una città straniera. Il bello della fiducia è che quando la senti mancare in te stessa, se ti guardi intorno, ci sono persone pronte ad offrirtene la giusta quantità.

Terminata la gara di Ginevra non ero soddisfatta, non mi piaceva il tempo sul cronometro. Nik ci ha messo un bel po’ per farmi tornare in me.

Vedere la faccia del coach soddisfatta del risultato e fiducioso delle prossime settimane mi ha rincuorato. La fiducia è tornata ai livelli di normalità.

Sono l’unica che si affida alla fiducia per sfruttare slanci di positività? Non credo proprio.

Al diciottesimo chilometro, volevo mollare, mi stavo innervosendo per cui ad un certo punto ho detto: “Basta! Mi fermo qui!” Ma non l’ho fatto. Mi è bastato lo sguardo di Nik che dopo aver passato quasi tutta la gara qualche passo dietro di me, si era messo davanti e mi incitava a chiudere la distanza mantenendo il ritmo della gara. Non avevo scelta. Ma quello che ignoravo era che mentre io lottavo contro la mia testa, lui lottava con i calcoli per garantirmi almeno l’arrivo al di sotto delle 2 ore.

Io avevo perso la fiducia, lui la alimentava.

Anche Irene ha avuto fiducia nella sua capacità di gestire la gara al meglio, abbandonando il passo troppo veloce dell’inizio per lanciarsi in uno sprint finale che le è valso un ottimo tempo ad un anno da un intervento al ginocchio.

Ingrediente numero 3 – Forza

Quantità consigliata: inspiegabile

Così come il curry, che ogni famiglia indiana prepara secondo una ricetta differente e gli conferisce un sapore unico ed una ricetta di difficile chiara identificazione, anche la forza è un ingrediente un po’ misterioso.

Ci sono diverse tipologie di forza ed ognuno applica quella che gli è più naturale, ma soprattutto, ognuno di noi è naturalmente inconsapevole della quantità di forza che si ha a disposizione.

Molto probabilmente nasciamo inconsapevolmente dotati di tutta la forza necessaria per affrontare la vita. L’incoscienza ci fa provare paura, ci lascia frastornati al punto tale da farci reagire e detonare le porzioni di forza necessarie per uscire interi da ogni avventura della vita. La forza in dotazione si dischiude lungo il percorso.

Prima di partire per Ginevra ero preoccupata come poche altre volte. Temevo la pioggia e il freddo, temevo la fatica e i doloretti intramuscolari. In attesa dello start ho provato a rilassarmi e farmi caricare dalla musica, dagli sguardi di chi era lì per correre e di chi era accorso per incitarci. Quel cocktail mi è valsa la detonazione di un po’ di forza d’animo. Forza che mi ha accompagnato fino al diciottesimo chilometro e mi ha fatto apprezzare i campi, i colori di una mattina uggiosa, le case perfettamente identiche ed allineate, il sottopasso tamarro seguito dalla lunga salita che ci ha portato alla discesa verso il lago. Le case “posh” dalle vetrate infinite affacciate sul lago.

Dal diciottesimo in poi, piccoli slanci di forza mentale li ho trovati nei cinque dei bambini lungo il percorso. Quelli più timidi o quelli più spavaldi, tutti però accomunati da un unico sorriso.

La forza dei muscoli che si erano assopiti durante le tre settimane di stop, mi è venuta nel stringere i denti ed accettare di essere abbastanza forte per arrivare fino in fondo. Forza mentale, ma anche forza fisica che deriva dall’adrenalina di voler vivere il presente sopra ogni cosa e nonostante tutto.

La stessa forza, credetemi, l’hanno esercitata gli amici che, iscritti alla gara, hanno dovuto rinunciarci per sciocchi infortuni o inaspettate infiammazioni, ma che, nonostante tutto, ci hanno accompagnato in trasferta per farci il tifo, sostenerci ed aiutarci. Manlio, Daniela, Angelo e Lela, non sarà stata forza fisica sfogata, ma a guardare gli altri correre mentre tu devi stare fermo ci vuole parecchia forza mentale.

Solo un pizzico di follia ti fa affrontare ogni gara con la fiducia necessaria a credere che le cose possano andare bene e farti scoprire la forza da applicare affinché il sogno di raggiungere un traguardo con il sorriso si possa avverare. Tre semplici ingredienti. Nessuna magia, solo la padronanza della miscela corretta può rendere una gara all’estero, la trasferta perfetta di cui ringraziare gli amici, Nik e se stessa.

All rights are reserved | Images by Nik & Fra

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Francesca, Sportblooger e Maratoneta che corre nella vita di tutti i giorni, per sport, ma soprattutto per assaporare ogni attimo di vita. Run A Life è il personalissimo percorso per celebrare ciò che c’è ed esiste per ignorare tutto quello che sembra mancare. La Vita è una corsa, la corsa è la Vita. Uno spazio per condividere avventure sportive, libri, video e personaggi che lasciano un segno ma anche i viaggi intrapresi per lavoro o per il semplice piacere di correre per le strade del mondo.

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