I runner | Ogni Maledetta domenica - Francesca Tognoni
  • I runner | Ogni Maledetta domenica

    Mar 14th • Posted in Run A Life

    Ogni maledetta domenica, il runner sa che non corre mai immerso nella sua solitudine, ma comprende perfettamente che il suo progetto partecipa al benessere della comunità di cui è parte integrante. Nessun runner è solo abbandonato nell’universo, ci si riconosce per strada pur non essendosi mai visti, ci si saluta con un cenno della mano o del capo o un “ciao” pronunciato con un filo di voce. L’allenamento, il percorso possono essere solitari, ma è la somma dei singoli centimetri che ognuno percorre a fare la differenza.

    I runner sono tutti accomunati da uno smisurato senso del dovere, se non addirittura un masochistico piacere, nei confronti del proprio programma, nonché dall’unica voglia di sudare, lottare e guadagnare ogni singolo centimetro che si frappone tra il volere ed il raggiungimento del proprio obiettivo.

    Ogni maledetta domenica, ogni runner si sveglia, si veste ed esce ad affrontare i chilometri in tabella. Non importa quanti chilometri abbia già corso in settimana, non importa quanto sia stato fedele al programma, perché la domenica, come la gara, è una giornata a sé stante. Può accadere di tutto, nel bene e nel male.

    Il runner sa che deve racimolare le energie della settimana appena trascorsa se vuole, correndo, ricaricare le pile per la settimana a venire. Deve mettere in fila tutti i pensieri, i timori, le arrabbiature, le frustrazioni, i risultati ottenuti per avere il propellente adatto a detonare l’adrenalina necessaria.

    Ogni maledetta domenica, ogni runner sa che i chilometri che lo attendono sono di più della volta precedente e che pazienza e fantasia non saranno mai sufficienti a carpire i segnali del proprio corpo e a disegnare un percorso abbastanza variegato da evitare la noia, tenere a bada i cattivi pensieri e le tentazioni di tonare tra le braccia di Morfeo.

    Tutti i runner conoscono una parte dell’inferno. Ogni runner ha ben in mente il numero di settimane, se non di allenamenti, che lo distanziano dal giorno della gara. Può descrivere nei minimi particolari il tratto di strada percorso, mentre può avere solo un’idea, un sogno per quella ancora a venire. E’ pronto a tutto pur di lottare verso la luce, non farsi prendere a schiaffi dalle proprie illusioni, combattere, massacrarsi di fatica e non cedere.

    Ogni maledetta domenica, ogni runner conosce il suo più temuto avversario: se stesso. E’ in grado di catalizzare l’esatta associazione di idee motivazionali, ma teme l’agguato dei dubbi, i tranelli della stanchezza. Oscilla tra la forza di un supereroe fiero dei suoi super poteri e la mansuetudine incerta di un pivello alle prime armi. Nessun runner ne è escluso, anche quelli più esperti e spavaldi. Fa parte del dominio pubblico segreto. Tutti lo sanno, ma pochi lo ammettono.

    Ogni runner calpesta l’asfalto con il suo ritmo conquistando preziosi centimetri che sommati potranno fare la differenza tra la vittoria e la disfatta, tra un risultato pienamente soddisfacente ed uno altamente perfezionabile. Sotto la pioggia più incessante o nel caldo più torrido, ogni runner vive la propria avventura eppure tutti disegnano la strada di una vita in precario equilibrio tra il sentirsi arrivato ed il volersi sporgere verso nuovi obiettivi, nuovi centimetri da conquistare. Chi si ferma è perduto. Ogni runner lo sa ed è per questo che ogni maledetta domenica si alza e corre.

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