Ho imparato…e non smetterò!

Ho imparato...e non smetterò!

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Sei stufa di correre? E’ vero? Scusa? No, se tu fossi stufa di correre saresti stufa della vita, sarebbe come arrendersi, ammettere che sia più facile sedersi ed aspettare…aspettare che qualcosa o qualcuno cambi le cose al tuo posto…che qualcuno viva la vita al posto tuo. Attendere che ci sia un flusso indistinto di fatti ed emozioni che non ti interessano e che non valga la pena di rimboccarsi le maniche e lottare fino alla fine per raggiungere quello in cui credi. E credi che sia così facile arrendersi, cambiare e diventare una persona seduta? Nessun rimpianto? Nessun rimorso? E la tua combattività? La tua determinazione? Affossiamo tutto?

Ecco, l’indomani della prima mezza ufficiale della stagione. Obiettivo numero uno: abbattere il muro delle 2 ore. Obiettivo numero due: registrare il mi primo PB anche se, a dire il vero, tutti i primi risultati siano PB!!
Risultati ottenuti: 2 ore 28 secondi (mannaggia a quella manciata di secondi!) ed un personale migliorato di pochi minuti. Non proprio quello che avevo visualizzato nella mia mente prima di partire. Ma come mi succede troppo spesso ultimamente parto galvanizzata, mi perdo nel tragitto, finisco al di sotto delle mie aspettative e rimango con un senso di incompletezza, di insoddisfazione e un retrogusto amaro che mi pone molte domande. Domenica mattina c’erano tutti gli elementi per registrare quanto speravo. Sono partita con la strategia concordata e registrata nella mente. Ho fatto i primi 15 km a 5.30 con alla mia sinistra il pacer Lela, fiscale, puntuale come solo la Costanza in persona potrebbe riuscirci, e alla mia destra Nik. Passo ritmico. Concentrazione elevata, buone sensazioni, gambe e fiato all’unisono calibrati sull’impresa. Poi il vuoto. Ho perso la concentrazione. Ho visto la Lela che allungava, ma lei non stava allungando, stava rimanendo fedele alla strategia, mentre io andavo per margherite. Più la distanza aumentava e più andavo per frasche! 3 chilomentri che mi sono sembrati più lunghi dei primi 15. Un incubo tortuoso dove imploravo Nik di raccontarmi le cose più astruse per uscirne e ritrovare la strada. Ho provato quello suggerito da Sara…..Sorridi! Perchè corri? Corro perchè mi piace la sensazione di ossigenazione che provo subito dopo, corro per tenermi in forma, corro per sfidare lo status quo e i miei mai…..arghhhh…cavolo!!! Ecco. Riconosco che quando vado per margherite nelle mie corse mi stizzisco con me stessa, recrimino solo me stessa….tre chilomentri infiniti.…poi al segnale del diciottesimo così come è venuta se ne è andata. Le gambe hanno ripreso un loro ritmo, la testa si è focalizzata e pian piano ho ripreso vita e forma, fino ad arrivare a fare uno sprint finale che chi non ne ha veramente più in testa, nelle gambe, in corpo non potrebbe neanche immaginare! E allora perchè?

Mi arrovello….ma la verità è che poi, passato il sapore amaro in bocca….guardo i tempi degli Skulls…sorrido, contenta per loro, calcolo il loro tempi e penso che alcuni sono irraggiungibili…ma altri, magari….un po’ meno, faccio calcoli e mi viene una tremenda voglia di dire: “Ditemi cosa devo fare e io lo faccio! Davvero!!” perché tanto non sarà stato il mio migliore PB, ma è sempre meglio di quello che avevo prima e sarà peggio di quello che potrei avere domani e, comunque ,ogni volta imparo un tassello! Ieri sera, inaspettatamente mi ritrovo in una canzone e riprendo slancio come al segnale del diciottesimo chilometro….Ho imparato a sognare e ho iniziato a sperare che chi c’ha avere avrà… Quando inizi a capire che sei solo e in mutande quando inizi a capire che tutto è più grande c’era chi era incapace a sognare e chi sognava già! …Ho imparato a sognare, quando inizi a scoprire che ogni sogno ti porta più in là cavalcando aquiloni, oltre muri e confini…Tra una botta che prendo e una botta che dò…che se cado una volta una volta cadrò e da terra, da lì m’alzerò…..C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò!

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Francesca, Sportblooger e Maratoneta che corre nella vita di tutti i giorni, per sport, ma soprattutto per assaporare ogni attimo di vita. Run A Life è il personalissimo percorso per celebrare ciò che c’è ed esiste per ignorare tutto quello che sembra mancare. La Vita è una corsa, la corsa è la Vita. Uno spazio per condividere avventure sportive, libri, video e personaggi che lasciano un segno ma anche i viaggi intrapresi per lavoro o per il semplice piacere di correre per le strade del mondo.

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Comments

  1. Non aveva forse più senso partire a 5:40 e poi cambiare ritmo dopo il 13-esimo chilometro? A livello cardiaco, com’erano i battiti a metà gara? Ad ogni modo, trovo che sia un ottimo PB, 5 minuti in meno sono decisamente un’enormità. Io non sono venuto non avendo fatto in tempo x la visita medica. E avrei comunque puntato a migliorarmi di 2 minuti solamente. Complimenti ad ogni modo

  2. Ciao Massi, scusami se ti rispondo solo ora, ma settimana scorsa il lavoro è stato un delirio! Hai perfettamente ragione, avrei dovuto invertire la strategia. Partire a 5.40 per incrementare, ma credimi che stavo bene anche al tredicesimo, sono sicura di potercela fare, devo solo non avere paipura, credo! Vedremo alla Stramilano 😉 ho letto della tua visita medica, un disastro burocratico!! Quali gare vorresti fare? Grazie ancora!!

  3. Don’t worry, capisco benissimo x il lavoro. La mia stagione agonistica ripartirà a Marzo con la mezza di Vigevano, poi la maratona di Milano, Boston e le 10 miglia di Anversa. 4 gare in 4 mesi, punto a 3 Personal Best, ma il mio livello è oramai ottimizzato, e l’età “avanza”. Comunque entrare in crisi così, soprattutto se pensi che hai la velocità per tenere l’1:55 significa semplicemente che ti manca un po’ di lavoro aerobico (metterei un’uscita lentissima ogni due settimane).

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