A che punto siete? Come state? - Francesca Tognoni
  • A che punto siete? Come state?

    Feb 24th • Posted in Run A Life

    “A che punto siete?”

    “Giusto, a che punto siamo?”

    “Come state?”

    “Eh, provati, a volte nervosi, altre impauriti,  ma contenti, finora…”

    Ecco, queste sono più o meno le domande curiose che ci fanno parenti e amici sul programma della maratona, ovviamente omettendo tutte le domande della mamma sul perché lo facciamo e se dobbiamo per forza correre con il freddo e la pioggia, quasi potessimo scegliere ogni giorno il da farsi in base al meteo. Ometto anche le domande curiose sulla lunghezza della maratona e amenità varie che meriterebbero uno spazio dedicato.

    A che punto siamo? Siamo nel mezzo del guado dell’ottava settimana, domenica abbiamo fatto il primo LL da 28 chilometri e ci mancano ancora più o meno altre otto settimane al D-Day. Sembrano tante, ma in realtà il 24 aprile è qui dietro l’angolo. A che punto siamo? Sicuramente ad un punto molto critico e decisivo.

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    Ad essere sinceri, finora, il programma non è filato tutto liscio,  ci portiamo dietro qualche sbavatura dovuta più che altro alla costante riorganizzazione delle settimane e qualche inconveniente. L’organizzazione della settimana è sicuramente un mal di testa ricorrente che si presenta ogni domenica sera. Gli impegni di lavoro lasciano poche alternative per cui ci accontentiamo della flessibilità e la differita notturna. La settimana, infatti, ha come unico perno imprescindibile la serata del mercoledì, quando ci alleniamo con il coach, poi abbiamo un allenamento che, a seconda delle necessità, può essere fatto il lunedì, il martedì o il giovedì sera, quando, come ladri, sgusciamo fuori mentre il resto del mondo è ormai pronto a godersi il dopocena. Solo così riusciamo a mantenere inalterati  gli allenamenti del sabato e dellla domenica. Come stiamo quindi? Siamo un simpatico groviglio in continua evoluzione.

    La settimana scorsa, invece, l’abbiamo messa nel dimenticatoio e speriamo non abbia effetti sulla preparazione complessiva. La corsa sotto la pioggia battente non si è rivelata un’idea geniale perché mi ha causato un forte mal di gola che, trascurato anche nella serata del mercoledì successivo, è sfociato in febbre ed influenza per il resto della settimana. L’arresto repentino, inoltre, non è piaciuto alla mia schiena che si è bloccata per 48 ore costringendomi ad un intervento di emergenza domenica mattina accompaganato da innumerevoli ore passate sulla poltrona con il cuscino caldo quasi fossi un’anziana ormai prossima alla sedentarietà seriale.

    “Dai nonnina che anche quest’anno riesci a passare l’inverno!” è stata la frase più dolce da parte di mio marito.

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    Come stiamo? L’umore è alto. La determinazione è elevata, ma l’obiettivo è molto sfidante da rendere necessario ogni sforzo e obiettiva la valutazione della situazione attuale. Ci facciamo forza delle soddisfazioni degli allenamenti tecnici con il coach perché sono lo specchio di due persone che si stanno impegnando, che sono determinati a non mollare e che d’ora in poi cominciano a non avere più spazio di manovra per far fronte agli imprevisti. Uno specchio veritiero che non temiamo di guardare con occhi di sfida mista all’umiltà di chi è consapevole di avere ancora molto da fare, ma che non ha la minima voglia di chiedere o farsi degli sconti. La maratona va conquistata centimetro dopo centimetro ed il maratoneta non rinuncia a nessun centimetro senza lottare.

    “I maratoneti sono samurai senza spada. Hanno regole che si autoimpongono. Forgiano la loro volontà sull’obiettivo dei 42 chilometri.” Daniele Barbone – Runner si diventa

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