Books | L’elogio della Fatica

Books | L'elogio della Fatica

Leggere il libro Elogio della fatica di Matteo Rampin non ha fatto altro che confermare alcuni pensieri sulla natura dell’essere umano ed il modo in cui affronta gli episodi della vita se non, addirittura, la vita stessa.

Primo insegnameto | La fatica altrui

Per natura, infatti, tendiamo a considerate la nostra fatica come qualcosa di ineguagliabile, unica e spropositata rispetto alle nostre aspettative. Abbiamo una visione selettiva. Vediamo solo la nostra disciplina, la fatica e le rinunce che ci chiede.

L’elogio della Fatica ci conduce fuori dal nostro guscio per farci scoprire un mondo di sport animati solo dalla fatica. Un libro che dà voce ai protagonisti della fatica, un volto ai campioni che raggiungono la visibilità selettiva di un’olimpiade o dell’attenzione di chi si avvicina con curiosità alla loro disciplina, mentre spendono la maggior parte del loro tempo a sudare per un obiettivo, a sconfiggere i loro stessi demoni prima dei loro veri avversari.

Nuoto, Boxe e Judo rappresentano la fatica e la lotta.

“L’essere umano che pratica uno sport “gioca” a lottare, e si tratta di una lotta diretta contro i suoi antagonisti di sempre, quegli stessi antagonisti in cui noi ci imbattiamo ogni giorno….le forze della natura, i nostri simili, e quel temibile avversario, il più difficile da affrontare, che si annida dentro ciascuno di noi, l’ego.”

Sport solitari che richiedono concentrazione e fiducia, la cui pratica aiuta a far emergere la forza di ognuno reprimendo, invece, l’apparente violenza.

“La forza è quello che sei veramente, mentre la violenza è quello che viene fuori quando cerchi di essere quello che non sei.”

Rally, Vela e Sci, invece, costruiscono la parte delle Voci e i Volti della fatica.

Discipline caratterizzate dalla fatica del controllo e dall’estrema necessità di adattarsi alle condizioni esterne senza pretendere di attendere le condizioni ideali, che non si verificheranno mai. In tutti questi sport, infatti, lo spazio per prendere decisioni è strettissimo e ogni vento o ogni corrente può rappresentare un pericolo o un vantaggio, a noi la scelta di come poterli sfruttare.

Infine, Canottaggio, Ginnastica Artistica, Rugby e Marcia raccontano la Filosofia della Fatica.

Discipline apparentemente lontane le une dalle altre, ma accomunate, invece, dalla necessità di un movimento armonico che nasce dalla testa, si sviluppa attraverso tutto il corpo e si sincronizza con il resto dell’equipaggio, della squadra, della strategia, degli attrezzi o del percorso.

“Non è la fatica ciò che ci interessa, in quel frangente; la parola chiave è un’altra: responsabilità. Ogni atleta si sente responsabile nei confronti dei compagni, suscitando una potente motivazione interna, molto utile ad affrontare la fatica, il dolore muscolare, i crampi e tutto il resto.”

“La fatica è l’ingrediente delle cose che hanno valore”

Secondo Insegnamento | La tenacia

Tutti siamo impauriti dalla fatica. Alcuni la affrontano di petto, “tolto il dente, tolto il dolore”, altri, invece, adottano un approccio graduale. In entrambi i casi, c’è chi ne esce immediatamente vittorioso perché dotato o particolarmente abile, altri ne escono sconfitti e impregnati di tale energia negativa da sotterrare la sensazione tra i brutti ricordi. Ma quello che ignoriamo, invece, è che la maggior parte ne esce sconfitto al primo, secondo, terzo, forse anche quarto tentativo, ma, ogni volta, ne esce rinforzato nello spirito per caricarsi di tenacia e determinazione.

Tendiamo sempre a credere che la nostra fatica sia unica, mentre la vita degli altri ci sembra la rappresentazione idilliaca di un romanzo. La verità è che ognuno, in silenzio, affronta le proprie fatiche quotidiane. Essere in grado di velare le fatiche con un sorriso pittato di rosso, non significa non averne, ma aver imparato a conviverci come se fosse l’ingrediente saporito segreto della nonna per donate un sapore unico ed irripetibile alla ricetta della vita.

La tenacia degli atleti, così come quella degli amatori, è quella che non si vede ad occhio nudo sulla foto all’arrivo con in mano la medaglia. La si può solo percepire dagli occhi lucidi, dalla soddisfazione accennata con il poco fiato rimasto, ma non la si conosce mai fino in fondo se non si prova in prima persona. Tuttavia esiste ed è molto più diffusa di quanto si possa credere.

Terzo Insegnamento | La testa

Sebbene il libro sia diviso in tre parti ben distinte, l’unico trait d’union che accomuna tutte le discipline considerate è il valore intrinseco della mente.

“Quanto conta la mente nel gestire la fatica del corpo? E quanto conta il corpo nel gestire la fatica della mente?… Se la mente è pronta, se vogliamo farlo, possiamo vincere. …La testa è l’elemento indispensabile per ottenere una dedizione completa.”

Written by Fra Picture Credits Fra & Nik | All rights are reserved

Share

Francesca, Sportblooger e Maratoneta che corre nella vita di tutti i giorni, per sport, ma soprattutto per assaporare ogni attimo di vita. Run A Life è il personalissimo percorso per celebrare ciò che c’è ed esiste per ignorare tutto quello che sembra mancare. La Vita è una corsa, la corsa è la Vita. Uno spazio per condividere avventure sportive, libri, video e personaggi che lasciano un segno ma anche i viaggi intrapresi per lavoro o per il semplice piacere di correre per le strade del mondo.